map Atlante Ornitologico Urbano di Verona 2021-2023
    Atlanti ornitologici urbani
    Area di studio
    Come partecipare
    Quando inserire una categoria di nidificazione
    Inserire i dati su ornitho.it
    Il 2020: l'anno zero
    Aggiornamenti su Facebook

Atlanti ornitologici urbani

Gli atlanti urbani degli uccelli sono comunemente ritenuti importanti perché forniscono informazioni ecologiche del territorio di una città, una sorta di termometro della salute della fauna urbana e utilizzati per proporre modifiche nella gestione del verde e della pianificazione urbanistica, poiché gli uccelli fungono da indicatori sulla qualità ambientale fornendo la fotografia dell'ambiente cittadino: l'atlante urbano può quindi divenire un importante strumento per le scelte di pianificazione cittadina, come la formazione di nuove aree verdi. La stagione riproduttiva è un periodo in cui le specie sono particolarmente legate al territorio e pertanto forniscono maggiori indicazioni di conservazione e gestione.

Per questo motivo l'associazione Verona Birdwatching ha lanciato l'idea di realizzare un atlante degli uccelli nidificanti a Verona proponendo ai propri soci e ai simpatizzanti un monitoraggio della durata di almeno tre anni a partire dal 2021. Come per ogni atlante di questo tipo, è prevista una raccolta di osservazioni registrando la specie, la stima degli individui, l'habitat urbano di incontro, la geolocalizzazione del dato. Essendo un censimento delle specie nidificanti, va anche considerata l'attività relativa alla riproduzione: il canto territoriale, la costruzione o l'osservazione diretta di un nido, la presenza di giovani incapaci di volare o appena involati, eccetera, elementi che forniscono gradi diversi di certezza dell'evento riproduttivo.

Area di studio

map Il Comune di Verona è quello raffigurato nella mappa qui a lato. Le zone a sud dell'autostrada serenissima e quelle collinari, poco attinenti ai fini di un atlante urbano, sono state escluse dalla ricerca (almeno per ora).

L'area di monitoraggio invece è quella maggiormente antropizzata del Comune di Verona, racchiusa a sud dall'autostrada A4, a est e a ovest dalle due tangenziali, a nord "più o meno" dalle pendici dell'area collinare.

Il reticolo cartografico è quello adottato come base per la maggior parte degli atlanti ornitologici europei, cioè la proiezione cartografica UTM (Universale Trasversa di Mercatore).

Sulla base di questo reticolo, all'interno del quale vengono inserite le singole rilevazioni, il territorio di studio è stato suddiviso in circa 130 unità geografiche di 1 km di lato che costituiscono le singole unità di rilevamento.

Le celle UTM interessate dalla ricerca sono pertanto quelle indicate nella mappa qui sotto.

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Quando e come partecipare

A seconda delle specie il periodo di nidificazione cambia, ma quello più interessante va da marzo a luglio. Potete segnalare dati incidentali o passeggiando o cercando segni della presenza degli uccelli (visiva o acustica). Se volete dedicarvi a una o più particolari celle da 1 Km di lato fatecelo sapere, così da meglio suddividere lo sforzo di ricerca: è meglio programmare con i coordinatori su quale zona della città destinare le proprie attenzioni.

Ogni segnalazione è ben accetta, inviatela pure, grazie! Scrivete una email a
atlante@veronabirdwatching.org, ma se potete inserite i vostri dati su ornitho.it come suggerito qui sotto.

Se volete dedicarvi a una o più particolari celle da 1 Km di lato fatecelo sapere, così da meglio suddividere lo sforzo di ricerca. Quelle in cui abbiamo maggiore bisogno sono quelle qui evidenziate in rosso. Contattateci!

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map Per semplificare la raccolta e il recupero delle segnalazioni esistono diversi data base online dove archiviare i propri dati, anche tramite app per smartphone che permettono l'immediata georeferenziazione dell'osservazione. Quello suggerito per questo atlante è ornitho.it, utilizzato per gli atlanti d'Italia dei nidificanti e degli svernanti e già noto a molti appassionati di avifauna.

Tramite il database di ornitho.it i ropri dati possono essere inseriti dal computer di casa, ma anche direttamente sul campo tramite l'app Naturalist (attenzione non iNaturalist) che è di libera distribuzione per android e in beta per iPhone.

Per ogni uccello osservato vanno registrati la specie, il numero degli individui, la data precisa e la località precisa (oppure la cella UTM considerata). Vanno poi ricordate le categorie di nidificazione come indicato nell'immagine qui a fianco.

Registrando la propria segnalazione con l'app, oltre alla specie si possono inserire il numero degli individui, se quell'uccello stesse cantando o meno, ecc.; le coordinate sono inserite dal GPS dello smartphone, quindi il dato verrò sistemato in una delle celle di 1 Km per lato; di conseguenza sarà altresì noto l'habitat di osservazione o di ascolto.

La cosa più importante è quella di NON ARRECARE ALCUN DISTURBO AGLI UCCELLI IN COVA, AL NIDO O NELLE VICINANZE DEL NIDO!

Quando inserire una categoria di nidificazione su ornitho.it

A seconda della specie il periodo di nidificazione è diverso. In questo file Excel sono riassunti i periodi più interessanti specie per specie tra quelle che è possibile che nidifichino a Verona.

Ovviamente poi eccezioni o variabili sono all'ordine del giorno. Alcuni periodi sono stati appositamente ristretti per evitare sovrapposizione con individui migratori. Altre volte i periodi sono invece allargati per evitare di perdere alcune specie sedentarie che poi "spariscono".

Inserire i dati su ornitho.it

Una volta registrati non è difficile inserire i dati su ornitho.it. Ecco qui una GUIDA alla registrazione e all'uso di ornitho.it.

Con l'app Naturalist aumentano i vantaggi: ecco qui una GUIDA all'uso dell'app versione android. Qui invece la GUIDA per installare la versione beta per iPhone.

Il 2020: l'anno zero

Nell'anno 0 sulla base dei classici criteri indicatori di riproduzione, nel 2020 a Verona sono state rilevate 66 specie nidificanti: 6 possibili, 22 probabili e 38 certe, una cifra in linea con molti atlanti urbani.

Le misure restrittive legate alla pandemia da COVID-19 hanno impedito agli osservatori di uscire dai propri domicili per diverse settimane proprio all'inizio della stagione riproduttiva. Si è cercato di ovviare in qualche modo a questa situazione e di sfruttare per quanto possibile il 2020 come un anno di prova, con la possibilità di impratichirsi con la metodologia del censimento.

È stata quindi effettuata una del tutto parziale raccolta dati, limitata a quanto si poteva vedere o sentire dalle finestre o dall'uscio di casa o durante i tragitti da e per il luogo di lavoro o nelle poche altre uscite consentite.

Le specie maggiormente segnalate nel censimento del 2020 sono state in ordine Merlo, Tortora dal collare, Capinera, Cinciallegra, Storno, Fringuello, Verzellino, Picchio verde. Questo picchio, ora tra le specie più segnalate in città, era confinato nelle zone boscate collinari e considerato in calo demografico alla fine del XX secolo, mentre oggi è in progressiva espansione in pianura, sia in parchi cittadini che lungo le aste fluviali alberate.

Tra le specie di interesse conservazionistico sono state rilevate il Succiacapre, il Falco pecchiaiolo, il Martin pescatore, il Falco pellegrino, il Picchio nero.

Alcune specie di uccelli sono sempre state legate in qualche modo alle zone più antropizzate: piccioni, passere, rondini, Rondone comune, Storno. Il Piccione domestico, specie che si pensava potesse creare possibili problemi per le deiezioni, non sembra più così impattante, forse per l'esplosione della presenza urbana di una specie congenere, il Colombaccio, che analogamente al Picchio verde un tempo viveva solo in zone boscate collinari, mentre oggi frequenta ampiamente anche i parchi cittadini. Sempre tra i Columbiformes, la Tortora dal collare, segnalata in provincia di Verona solo da una cinquantina d'anni, è oggi abbondante e ubiquitaria.

Oltre al Colombaccio e al Picchio verde, altre specie si stanno pian piano "inurbando". Ad esempio la Gazza è presente in modo sempre più diffuso in tutta l'area urbana dove un tempo invece era assente fino alla fine del secolo scorso. Tra le nuove specie nidificanti nell'area urbana, come in molte altre città, c'è anche il Gabbiano reale.

Viceversa, altre specie sono quasi scomparse da Verona per la riduzione delle zone rurali e degli incolti in periferia. Entrambe le passere sono state segnalate come nidificanti nel 2020, ma è noto come la Passera d'Italia e la Passera mattugia siano in netto declino in Europa occidentale, così come in Italia e a Verona, con una diminuzione tra il 50 e l'80% della popolazione a partire dall'ultimo ventennio del XX secolo. Durante l'indagine le coppie rilevate sono state poche e localizzate; la Passera mattugia in particolare è stata contattata in una sola area, nella zona di Villa Buri.

Rondine, Balestruccio e Rondone comune sono oggi molto localizzati e poco diffusi rispetto al passato, un calo diffusamente riscontrato per diversi motivi. Probabilmente per la mutata gestione degli argini dell'Adige cittadino, oltreché per la crisi di buona parte delle specie legate alle zone umide o ai corsi d'acqua, non sono noti recenti eventi riproduttivi di alcune specie legate al canneto.

Qui sotto una mappa delle osservazioni 2020 di alcuni rilevatori e sotto ancora la cartine di Merlo e Piccione domestico.

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