a cura del Nodo di Verona
Domenica 1° ottobre 2006 EBN Italia promuove la "Festa dei nodi", festa dei gruppi locali dell’associazione. Il Nodo di Verona (VR BW) ha organizzato un BOAT TRIP lacustre, sul Lago di Garda, a cui partecipa anche il Nodo Trentino-Alto Adige.
Il primo ritrovo vede presenti una ventina di appassionati, tanti con famiglia, dalle province di Verona, Vicenza, Mantova, Bolzano e Trento.
Visitiamo due siti del basso Garda: Porto Bergamini (Peschiera) e Lido Campanello (Castelnuovo), dove osserviamo l’avifauna tipica del periodo: cigni reali, germani, folaghe, tuffetti, svassi piccoli e maggiori, cormorani, gabbiani comuni e reali, tutti in numero piuttosto ridotto. Una moretta staziona nel porto di Peschiera. Tra le specie non acquatiche: picchio verde, un merlo che insegue una tortora dal collare, storni a josa, usignolo di fiume in canto e, queste un po’ a sorpresa, alcune TOTTAVILLE in volo, ...
La mattinata avrebbe dovuto scaldare gli animi, che pian piano, invece, si stanno... bagnando. A Garda, punto di ritrovo per la partenza in battello, piove infatti parecchio e il cielo non mostra schiarite. Allunghiamo il tempo di break in pizzeria, raggiunti nel frattempo dagli altri partecipanti al boat trip (altre 15 persone), e, dopo varie telefonate col barcaiolo e tante ipotesi di rinvio, decidiamo di tentare l’avventura più di un’ora dopo il previsto, verso le 15.30, quando il cielo ci concede una sosta dalla pioggia battente.
Sotto un cielo per niente promettente, quindi, facciamo una prima capatina verso Punta San Vigilio, e le sensazioni generali della mattina si rivelano ben presto (ahimè) confermate: sono pochi i gabbiani in giro e gli ampi gesti degli spargitori di chum non riescono a richiamarli...
Tentiamo allora di cambiare tattica, cercandoli direttamente nei posti “tradizionali”, come tra Pacengo e Lido Campanello. Qui i GABBIANI COMUNI arrivano subito e sembra che apprezzino la nostra offerta, ma sono molto sospettosi e preferiscono alimentarsi parecchio distante dalla barca, quindi fotografi (e non) sono un po’ delusi. Inoltre il meteo ci impedisce di “scoperchiare” la barca (è una decapottabile), quindi la maggior parte è costretta a sbinocolare attraverso il vetro dei finestrini. Altri particolari negativi si aggiungono: la parte “ittica” del chum affonda troppo in fretta, nonostante il pesce fosse stato tagliato anche più di quanto consigliatoci: allora è vero che al mare si “galleggia” di più!?! Infine, il numero dei gabbiani non aumenta, il via vai non richiama altri individui, figurarsi le rarità.
Altro sito “classico” del basso Garda è la costa tra Fornaci, Punta Gro e Lugana, e noi lì ci dirigiamo. Numerosi i cormorani sui pali, qualche GABBIANO REALE sosta assieme ai comuni e ci sono anche 2-3 GABBIANELLI. Proviamo a spegnere il motore, ma anche questo non invita i gabbiani ad avvicinarsi più di tanto; ci permette, però, di sentire un verso “strano”: è una BECCACCIA DI MARE(!!!) che, inseguita da un gabbiano comune, vola lungo la costa prima ad est, verso Peschiera, per poi tornare indietro e sparire in direzione Sirmione.
Quando un gabbianello dell’anno si concede ai fotografi un po’ più vicino, decidiamo che è ora di tornare verso Garda, dove un cielo spettrale e una moltitudine di storni chiassosi ci fa venire in mente “Uccelli” di Hitchcock.
Conclusione: tentativo assolutamente da ritoccare e riprovare, ma i giornata tra sorrisi nonostante le indecisioni meteo.
